STORIA INSOLITA DI UNA GRAVIDANZA: “MOLTO PIÙ DI NOVE MESI” DI LUCY KNISLEY

La gravidanza è un fenomeno misterioso. Fa parte della vita dalla notte dei tempi ma alcuni suoi aspetti restano reconditi e inafferrabili, al punto da renderla ammantarla di misticismo. Ciò ha portato a un fiorire di superstizioni difficili da confutare ancora oggi, nonostante i progressi fatti nei secoli dalla medicina. Non aiuta il fatto che l’argomento sia tuttora legato al tabù della sfera sessuale, tipico del nostro retaggio.

Forse è per questo motivo che nei fumetti si tende a evitare il tema, eccezion fatta per le vignette che ironizzano sulla condizione delle donne incinte. Tali vignette, anche se divertenti, si fermano a un livello abbastanza superficiale della gestazione e tendono a rafforzare l’idea che si tratti di “una cosa da donne”, interessante esclusivamente per un pubblico femminile. Fortunatamente, la fumettista americana Lucy Knisley la pensa diversamente. Il suo ultimo libro Molto più di nove mesi è la storia spiritosa, toccante e intelligente della sua gravidanza: la vicenda umana si intreccia al desiderio di raccontare cosa comporti mettere al mondo un figlio, nonché approfondire i risvolti scientifici, storici, sociali della “dolce attesa” e del parto. Per dirla con le parole dell’autrice, il fumetto “è un mix di ciò che ho imparato, di ciò che avrei voluto sapere e del poco che sapevo già”.

In America, come in molti altri paesi, l’educazione sessuale nelle scuole presenta numerose lacune. Acquisire tutte le conoscenze possibili riguardo alla salute sessuale e riproduttiva degli esseri umani sarebbe di vitale importanza, specie durante l’adolescenza; eppure il sesso viene presentato spesso come un’incognita piena di pericoli e la gravidanza come una sua quasi inevitabile conseguenza indesiderata. La prospettiva tende a ribaltarsi in età adulta: Lucy racconta di come, arrivata al momento in cui lei e il suo compagno John desideravano un figlio, pensava che rimanere incinta fosse un obiettivo facile da raggiungere e portare a termine. Da lì sono iniziati i tentativi di concepimento, purtroppo seguiti dal suo primo aborto spontaneo. Comincia così il delicato percorso che, tra problemi di salute fisica e psicologica, la conduce a una gestazione difficile a sua volta.

L’autrice cerca anche di sfatare le convinzioni errate ma molto diffuse sul fenomeno: da quelle che riguardano l’aborto spontaneo (ritenuto un’eventualità rara e le cui conseguenze emotive sono in genere sottovalutate), alle idee sbagliate sulla fecondazione, passando per le credenze popolari prive di fondamento che tormentano le donne in stato interessante. Tutto questo, Lucy Knisley lo fa con il suo consueto stile avvincente, allegro e di immediata comprensione. I disegni enfatizzano le parole, accentuando l’effetto comico e rendendo immediatamente percepibili i momenti drammatici – sinceramente toccanti, ma mai esagerati –, oltre a spiegare in modo semplice nozioni scientifiche e avvenimenti storico-sociali inerenti alla gravidanza.

Il risultato è un originale e gradevolissimo incrocio tra autobiografia e saggio a fumetti, tipico di un’autrice abituata ad affrontare temi di interesse generale tramite il racconto dei momenti di transizione della sua vita. Ne è un esempio Acquolina, memoir in cui descrive come la vita con i genitori buongustai abbia modellato il suo rapporto con il cibo: è un fumetto che unisce ricordi, ricette e reportage di viaggi o esperienze di lavoro (anche questo pubblicato in Italia da Rizzoli Lizard, è tuttora uno dei miei libri preferiti sull’argomento). Lucy Knisley è una donna intelligente, ironica e sensibile, e riesce a trasmetterlo nelle sue opere, generando empatia nel lettore. Un pregio che rende estremamente piacevole leggere i suoi lavori pieni di gioia, umanità e, sopratutto nel caso di Molto più di nove mesi, tenerezza.

Postilla: facendo ricerche sull’argomento mi sono imbattuta in un altro fumetto, Pregnancy Comic Journal di Sara Menetti. Si tratta di un webcomic pubblicato su Mammaiuto, attualmente in corso d’opera, nel quale l’autrice racconta lo svolgersi della sua gravidanza settimana per settimana. Oltre a essere ben scritto offre un resoconto molto sincero, ricco di emozioni contrastanti, lontano dalla gioia zuccherosa e un po’ irreale che viene spesso proposta quando si parla dell’essere incinte. Credo che mi piacerebbe parlarne in modo più approfondito in futuro, quando sarà concluso, ma intanto ve ne consiglio caldamente la lettura.

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